A partire dal 15 gennaio il percorso espositivo della mostra dedicata al santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni si arricchisce di due ulteriori opere: due statue maschili in bronzo, raffiguranti padre e figlio, con una storia davvero incredibile. Le nuove opere in arrivo completeranno il già ricco percorso espositivo della mostra “Gli Dei ritornano. I Bronzi di San Casciano”, dedicata a una delle più importanti scoperte archeologiche effettuate in Italia negli ultimi decenni.
Oggetto di uno scavo clandestino, i due bronzi presero la via del mercato antiquario e di loro si persero le tracce fino al recente rientro in Italia, in due momenti diversi, grazie all’intervento del Comando Carabinieri Tutela per il Patrimonio Culturale. Proprio in virtù delle complesse vicende legate al loro recupero, i due bronzi sono stati esposti fino allo scorso 11 gennaio al Museo dell’Arte salvata, nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano. Le statue provengono con ogni probabilità dal territorio dell’antica Chiusi o di quello di Perusia/Perugia. L’iscrizione in lingua etrusca riportata su ciascuno di essi consente, in modo davvero straordinario, non soltanto di dare un nome ai due personaggi, Aule e Larth, ma di ricostruire sorprendentemente il loro stretto legame di parentela. L’uomo più giovane, Aule Ceisina, si dice infatti “figlio di Larth”, fugando ogni dubbio sulla loro relazione familiare. I due personaggi indossano la toga, indumento che li qualifica in modo inequivocabile e li inserisce perfettamente nel medesimo orizzonte artistico e culturale delle altre opere esposte.
L’arrivo dei due bronzi ad Aquileia e il loro inserimento in mostra è un importante elemento di novità nel quadro del progetto scientifico dell’esposizione e rappresenta una ulteriore occasione di riflessione, meraviglia e riscoperta dell’importante ruolo che la tutela e la ricerca archeologica ricoprono per la salvaguardia e la conoscenza del patrimonio culturale. Con fatica, dedizione e passione è così possibile ricostruire scenari talvolta molto complessi, unendo i puntini della storia, come è avvenuto nel caso di Aule e Larth: frammenti sconnessi di un quadro più ampio, straordinari per il loro fascino e per il loro significato così attuale.
La mostra “Gli Dei ritornano. I Bronzi di San Casciano”, inaugurata lo scorso 4 dicembre, è dedicata agli straordinari ritrovamenti effettuati nel santuario termale di San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena: si tratta del più grande deposito votivo di statue e oggetti in bronzo di età etrusca e romana mai scoperto nell’Italia antica. Un nucleo di più di trecento reperti, frutto delle campagne di scavo condotte tra 2022 e 2024 nel sito archeologico del Bagno Grande dall’Università per Stranieri di Siena, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e il Comune di San Casciano dei Bagni.
A cura di Massimo Osanna e Jacopo Tabolli, l’esposizione è stata promossa dal Ministero della Cultura e realizzata dalla Direzione Generale Musei del MiC, Museo storico e Parco del Castello di Miramare-Direzione regionale Musei nazionali Friuli Venezia Giulia/Museo archeologico nazionale di Aquileia, con la collaborazione della Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, l’Università per Stranieri di Siena e il Comune di San Casciano dei Bagni.
Visitabile dal martedì alla domenica: 10-19 (ultimo ingresso entro le 18)
Biglietto intero: 14 euro / Ridotto: 2 euro. Gratuito per i minori di 18 anni, ogni prima domenica del mese e secondo normativa ministeriale. Gratuito per i possessori di abbonamento 12 mesi al museo.
Promoturismo FVG propone visite guidate su prenotazione il sabato, la domenica e in tutte le giornate festive alle 10.00 e alle 15.00. Scopri il calendario completo>>






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